Il racconto dell’isola sconosciuta, di José Saramago

Rileggere un libro è un’operazione che definirei intima dal momento che, solitamente, si rileggono quei testi che più hanno lasciato un segno dentro di noi. Se poi si tratta di un libro bello come Il racconto dell’isola sconosciuta di José Saramago allora la lettura e la rilettura sono proprio un viaggio dentro di sé. La storia racconta di un uomo che si presenta al proprio re per chiedergli una barca per andare in cerca dell’isola sconosciuta. Il re è reticente sia perché non vuole essere tediato dalle richieste dei sudditi, sia perché ritiene che di isole sconosciute non ne esistano più. Ma l’uomo tanto fa che riesce a farsi dare il veliero e andare alla ricerca del suo sogno. Nel suo viaggio sarà aiutato da una donna. Che cosa volete, Perché non avete detto subito che cosa volevate, Pensate forse che io non abbia altro da fare, ma l’uomo rispose soltanto alla prima, Datemi una barca, disse […] E voi, a che scopo volete una barca, si può sapere […] Per andare alla ricerca dell’isola sconosciuta, rispose l’uomo, Che isola sconosciuta, domandò il re con un sorriso malcelato, quasi avesse davanti a sé un matto da legare, di quelli che hanno la mania delle navigazioni, e che non è bene contrariare fin da subito, L’isola sconosciuta, ripeté l’uomo, Sciocchezze, isole sconosciute non ce ne sono più, Chi ve l’ha detto, re, che isole sconosciute non ce ne sono più, Sono tutte sulle carte, Sulle carte geografiche ci sono soltanto le isole conosciute, E qual è quest’isola sconosciuta di cui volete andare in cerca, Se ve lo potessi dire allora non sarebbe sconosciuta. La bellezza e la particolarità di questo racconto di Saramago …

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