In Mancarsi di Diego De Silva, la semplicità del dolore e dell’amore

Nicola e Irene hanno qualcosa in comune, e questo qualcosa ha la dimensione di un luogo, uno spazio angusto che corrisponde ad un tavolo preciso in un bistrot che frequentano entrambi, ma in momenti diversi e per ragioni ancora più differenti. Dinanzi a quel preciso tavolo c’è un poster di Buster Keaton che troneggia come un’icona, e in quello spazio un cameriere dall’accento velatamente straniero e un sorriso gentile. Conosce le loro storie Pavel, accarezza i loro dolori e veglia su quei due clienti fedeli così diversi dagli altri. Nicola l’aveva scelto per una specie di appuntamento rituale con la moglie, Irene semplicemente per ritrovarvi quel calore che aveva perso la sua casa e per lanciarsi in strani esperimenti sociologici. Le loro storie si seguono, su due binari paralleli che basterebbe davvero poco …

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