In memoria di Primo Levi

Un quarto di secolo dalla scomparsa dello scrittore che seppe descrivere magistralmente i tormenti che afflissero le vittime della guerra. Straziato dall’odio razziale, ostacolato, ma non piegato dalla triste realtà della deportazione e dalla vita nei campi di concentramento, Primo Levi scontò la ferita per tutto il resto della sua vita, testimoniandone atrocemente il dolore e spegnendosi cadendo nella tromba delle scale della sua casa di Torino l’11 aprile del 1987. Per non dimenticarlo, per non scordare gli amari versi di “Se questo è un uomo” , ma anche i racconti della raccolta “Il sistema periodico” , i cui titoli seguono la tavola degli elementi, ed il fertile autore del “romanzo dei tecnici” vincitore del premio Strega “La chiave a stella” ; ci restano le sue parole. Scolpite nella memoria negli anni di scuola, incise come un grido di indignazione in una delle pagine più infami dell’intera umanità e sigillate da un uomo, che sposò la causa della chimica con quella della letteratura e lasciò…

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