In morte di Ida Macheria

Ida Macheria è morta da meno di una settimana. Cinque lunghi giorni che le sue spoglie riposano nel cimitero ebraico del Verano , ma sua bara è stata fatta passare per il ghetto, per non dimenticare quella parte della sua vita che la segnò così profondamente da non abbandonarla mai. Aveva 82 anni, era nata a Trieste da una famiglia originaria di Corfù, sterminata in gran parte nei campi di concentramento. La sorella Stellina le rimase accanto anche nell’orrore e resta forse uno dei pochi spiragli di speranza nelle parole della Macheria, raccolte nel libro Non perdonerò mai che invitano ad un ricordo stritola d’amarezza per la precisione di particolari: La Judenrampe! Il caos, il terrore, l’anticamera dell’inferno. Credo che non ci saranno mai parole sufficienti e tali da poterci fare capire, e da parte mia da rendere benché minimamente comprensibile, ciò che accadeva su quel binario. Si potrà mai capire cosa e con quale violenza scuotesse l’animo dei deportati al loro arrivo sulla Rampa degli Ebrei? No, non bastano…

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