Incontro d’estate, di Truman Capote

Verso la fine del 2004, la Sotheby’s di New York mette all’asta un mucchio di cose appartenute a Truman Capote. A quanto pare, Capote aveva vissuto per un certo periodo di tempo – del 1950 – in un seminterrato a Brooklyn. Lo scrittore aveva lasciato l’appartamento senza portare nulla con sé, aveva lasciato tutto lì e chiesto al proprietario di buttare o, in alternativa, di bruciare le sue cose. Per fortuna, il lungimirante e assennato proprietario non gli ha dato retta, anzi, per quasi cinquant’anni ha conservato gelosamente le sue cose. Fino alla morte. Qualche tempo dopo, però, un suo anonimo successore decide di sbarazzarsene e così si rivolge alla Sotheby’s. La famosa casa d’aste scrive all’avvocato Alan U. Schwartz – avvocato, curatore dei diritti d’autore e amico dell’autore di A sangue freddo – per informarlo dell’esistenza di un manoscritto; glielo fanno pervenire. «Lessi il romanzo con molta eccitazione» dice Schwartz…

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