James Wannerton, l’uomo sinestetico su Gustoblog

La figura retorica della sinestesia consiste nell’affiancare due termini relativi a piani sensoriali differenti. Magari lontanissimi. Si intrecciano così le sfere percettive dei nostri sensi – udito, olfatto, gusto, vista, tatto – e il risultato, se si è bravi, è simile a Per la fresca finestra scorre amaro un sentore di foglie. (C. Pavese, Ulisse, 14-15) Altri esempi su poetare.it . Ma avete mai pensato a come possa vivere un uomo sinestetico? Esiste: si chiama James Wannerton e oggi si legge una sua lunga intervista su Gustoblog, qui solo uno scambio. Circa un essere umano ogni 23 soffre di questo particolare disturbo. Quando hai capito di possedere questo dono? Devi cercare di capire che per me tutto questo è perfettamente normale, per cui è un po’ come se io ti chiedessi della prima volta che hai sentito l’odore di qualcosa – non puoi ricordarlo. Mi ricordo bene però di quando andavo a scuola, intorno ai quattro anni e mezzo. Ci facevano sedere tutti insieme e ci leggevano delle preghiere del mattino: sapevano di bacon croccante. Parlandone ora, senti

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