Jean Cocteau e Le sang d’un poète alla Galleria de Foscherari di Bologna

“Un documentario realistico di eventi irreali”, ecco lo spirito del primo lungometraggio di Jean Cocteau. “Le sang d’un poète” del 1930, sonoro e con la voce del regista fuori campo, viene spesso inserito tra i capolavori del cinema surrealista, accanto a film come “L’etoile de mer” di Man Ray, “Un chien andalou” di Luis Buñuel e “L’ Atalante” di Jean Vigo. E’ proprio insieme a questi titoli, e ad altri, che la contestata opera di Cocteau sarà proiettata domani, mercoledì 22 maggio 2013, alle 18 presso la Galleria de Foscherari di Bologna , penultimo tassello della rassegna organizzata in collaborazione con la Cineteca del capoluogo emiliano. Poesia per immagini, partorita fino all’ultima stilla, dalla creatività di uno dei più grandi poeti francesi del secolo scorso, vi si esplora il tema della creazione artistica e quello del rapporto del poeta con la propria musa ispiratrice, per soffermarsi sul destino dell’opera d’arte e la sua evoluzione concettuale, con ripetuti cenni alla omosessualità che la resero tanto invisa ai Surrealisti stessi, in particolare da Breton e dal grande storico del cinema Sadoul, che lo videro per primi e aspramente lo condannarono. D’altra parte, Cocteau, che con i Surrealisti non aveva buoni rapporti, ha sempre rifiutato per questo film l’etichetta di surrealista, professandosi estraneo a questa tendenza. Anche gli storici del cinema, fino ai nostri giorni, hanno espresso al proposito pareri contrastanti, prevalentemente contrari ad inserirlo tra le opere surrealiste. E’ vero però che il racconto

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