La cappella dei penitenti grigi, di Maurizio Lanteri e Lilli Luini

Nella Camargue francese c’è un paludoso paese fortificato: Aigues-Mortes che, tradotto, significa acque morte. Non è tutto. C’è anche un convento fondato da Luigi IX gestito da una confraternita francescana, I penitenti grigi, per l’appunto. «Erano persone pie» dice Graner, il custode, a Fabienne Lacati, ricercatrice della Sorbona, «che bussavano alla porta del convento chiedendo un modo per espiare i propri peccati. I frati indicarono la via: la dedizione al prossimo, disinteressata e senza compromessi». Tuttavia un dettaglio si insinua tra le mura del convento che, da un certo punto in poi della sua storia, ha iniziato a gestire grosse quantità di denaro e di patrimoni. «Durante il XVIII secolo» continua Granier, «uno scandalo fece traballare l’intera confraternita, minando dall’interno la sua sopravvivenza.» Fabienne Lacati, insomma, inizia ad avere buone informazioni per la sua ricerca, è andata ad Aigues-Mortes per questa ragione. Altrettanto chiara è la ragione per cui ci è andata Deanne Bréchet: perché ha una storia con Fabienne. La relazione tra le due donne non è perfetta: Deanne è effettivamente molto innamorata, ma Fabienne molto meno. Anzi. È piuttosto esplicita nell’ammettere che non le interessa. Litigano perfino quando Deanne le dice che la seguirà come giornalista. Peccato che Deanne venga ritrovata tanto morta quanto le acque che caratterizzano il paesaggio. Peccato che per Fabienne non sia …

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