La contessa di ricotta, di Milena Agus

L’ultimo romanzo della scrittrice sarda Milena Agus , La contessa di ricotta, è secondo me anche più bello dell’acclamato Mal di Pietre , osannato in Francia e scoperto dai nostri editori dopo il boom di vendite d’Oltralpe. Vediamo: potrei dirvi che vi piacerà se amate Garcia Marquez o Isabel Allende, ma anche Niffoi ad esempio, perchè si tratta di una saga familiare, tutta al femminile e dal sapore meridionale, che racconta di passioni inesplose e di figure al femminile perse nelle loro ossessioni. Bellissima secondo me la figura della contessa di ricotta, dal cuore fragile e morbido come appunto l’omonimo prodotto caseario, che va in giro a preoccuparsi degli sfortunati della vita, profondamente insicura di sè, e con un figlio a carico. Il bambino – Carlino, con un deficit mentale – la contessa l’ha avuto da un uomo sposato a cui, guarda caso, non rimprovera proprio nulla, non aspettandosi che possa amare una come lei, infagottata nei suoi vestiti sgraziati, sempre paurosa di tutto. Eppure un giorno le è riuscita un’impresa impossibile: sfornare un dolce di ricotta che si è mantenuto in piedi da solo, per qualche minuto. Ma nessuno ha assistito alla scena, e nessuno ci crede, tranne il suo bel vicino di casa, con cui lei la sera parla attraverso le mura del giardino, e che la incoraggia a vivere, a lavorare, a vedersi in modo diverso. E poi c’è Noemi, la sorella magistrato che dispera di poter essere amata, che fa l’amore con il muratore…

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