L’amore per una persona lontana in una poesia del secolo XIII

L’amore per una persona lontana è uno dei temi più cari alla letteratura. Se poi ci aggiungiamo che queste terre lontane un tempo significavano anche terre nemiche, allora innamorarsi a così grande distanza poteva essere una vera e propria iattura. Lo descrive bene quest’anonimo francese dei secoli XIII-XIV in cui racconta di Bellatriste che, seduta ai piedi della sua nutrice, tesse la seta ma pensa all’amore lontano, allo straniero che le incatena il cuore. Una situazione d’altri tempi quella descritta in questa poesia. Ma, a ben guardare, non tanto lontana dai nostri. Oggi con i social neetwok e le mille chat che ci sono in rete si possono conoscere persone lontanissime da noi, praticamente all’altro capo del mondo. E magari ci si può infatuare, innamorare di un nick o di un avatar e sognare l’amore lontano. I fili che avvolgono il cuore in casi come questi non saranno più di seta, ma connessioni ottiche e bit che viaggiano nella rete, ma alla fine il risultato non cambia. Quando la persona che si ama è lontana, la sofferenza è uguale in tutto il mondo e in ogni tempo . Bellatriste è seduta ai piedi della sua malvagia nutrice. Sulle ginocchia, ha seta d’Inghilterra, con un filo intesse abili trame: “Ahiahi! Amore per uno straniero il cuore a sopresa m’incatena!”. Lacrime ardenti scorrono sulle guance; mattino e sera sferzano Bellatriste perché ama un guerriero d’un altro paese… “Ahiahi! Amore per uno straniero il cuore a sopresa m&#

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