Le interviste immaginarie di Kurt Vonnegut

Molti lo conoscono per Mattatoio n.5 e Ghiaccio Nove, che sono solo due dei suoi libri più famosi; ora ho scoperto un motivo in più per avvicinarsi a Kurt Vonnegut (scomparso nel 2007), si intitola Dio la benedica, dottor Kevorkian ed è edito da Minimum Fax (titolo originale God Bless You, Dr. Kevorkian , prima edizione italiana aprile 2012) con prefazione di Francesco Piccolo . Una serie di interviste immaginarie con personaggi famosi e non che hanno brillato in vita per azioni fuori dell’ordinario. Le conversazioni si avvitano intorno all’eterna questione della morte e del suo superamento , in un viaggio a spasso nelle dimensioni temporali che porta i suddetti personaggi ad esprimere un parere finalmente sincero e spassionato riguardo a ciò che è stato. Dettaglio curioso, ci troviamo qui di fronte a un esempio di contaminazione con il medium radiofonico , tanto caro all’autore; il libro infatti è il prodotto, o meglio la sintesi di una serie di “lectures” dal titolo Reports on the Afterlife che Vonnegut tenne alla WNYC , la radio pubblica di New York, nel 1998. Piccole incursioni nell’aldilà per fare qualche domanda veloce ai trapassati, un sunto di bilanci insomma. Ci si ritrova persino Hitler in questo ipotetico paradiso, come a suggellare il carattere tragico e insieme irriverente di questa piccola e geniale opera (costa neanche 7 euro). Esperimento editoriale uscito in America nel 1999 e pensato dall’autore con l’intento di raccogliere fondi per la radio newyorkese, che sopravvive ancora oggi grazie al contributo di donatori. Le interviste immaginarie

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