Le notti di Villjamur, di Mark Charan Newton

Le notti di Villjamur , di Mark Charan Newton , è il primo volume della serie Le leggende del Sole Rosso e l’ambizioso romanzo d’esordio dell’autore angloindiano (pubblicato nel 2009, ma interamente riveduto e corretto nel novembre 2012 ). Mescolando fantasy, fantascienza e mystery, Newton ambienta le vicende in un mondo dal sole rosso, la Terra del lontano futuro, popolato non solo da umani, ma anche da altre creature e alle soglie di un inverno lungo decadi (i debiti nei confronti del Ciclo della Terra Morente di Jack Vance, del Libro del Nuovo Sole di Gene Wolfe, ma anche, per alcuni aspetti, delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di George R. R. Martin, parrebbero evidenti; anche in quelli di China Miéville – si dice – per una certa tendenza al weird). Villjamur è la capitale di un Impero che si snoda lungo un inospitale arcipelago ed è un’antica città fortificata, costruita sui resti di una civiltà perduta e tecnologicamente avanzata. Alle sue porte si ammassa la gente che, spaventata dal lungo e imminente inverno, è in cerca di riparo e cibo, gente che i pochi privilegiati lascerebbero al proprio destino. Sul trono del regno siede un imperatore folle, affiancato da un Consiglio e difeso da una leale Guardia, comandata dall’abile Brynd Lathraea, un omosessuale albino. Al suicidio dell’imperatore, sul trono sale la figlia maggiore, Jamur Rika, che porta con sè la sorella minore, Jamur Eir. Ma è all’uccisione soprannaturale di un consigliere che si entra nel vivo…

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