Le più belle pagine d’amore. Kitty e Levin (Anna Karenina)

Tutti noi amanti del romanzi di Tolstoj ci siamo sentiti di schierarci, dopo aver letto Anna Karenina , per una delle due principali storie d’amore intorno alle quali gira il romanzo: quella passionale (e nel finale auto-distruttiva) di Anna e Vronskj, e quella pacata, in sordina ma non meno romantica di Levin e Kitty – Kitty gli aveva rifiutato la sua mano perchè infatuata di Vronskj, ma poi Levin riesce a riconquistarla – di cui riporto uno fra i brani più belli. E’ quello che descrive i sentimenti dell’attesa di Levin alla vigilia del fidanzamento con la ragazza, che gli ha già detto di sì con un gioco cifrato durante una riunione di famiglia, la sera prima. Tolstoj vi trasferisce tutta l’impazienza di ogni innamorato corrisposto che non veda l’ora di baciare l’amata per la prima volta (e in questo caso, di sposarsi, visto che all’epoca fidanzamento e matrimonio erano solo due aspetti dell’unica questione). Tutta quella notte e la mattina seguente Levin aveva vissuto inconsciamente e si era sentito del tutto fuori della vita materiale. Non aveva mangiato durante il giorno, non aveva dormito per due notti, aveva passato alcune ore, svestito, al gelo, e si sentiva non solo fresco e sano come non mai, ma come staccato completamente dal corpo; si moveva senza alcuno sforzo di muscoli e sentiva di poter fare …

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