Le sante dello scandalo, di Erri De Luca

Chi conosce un po’ in vangeli sa che quello secondo Matteo inizia con la genealogia di Gesù: si parte da Abramo e giù giù fino a Gesù (anche Luca riporta la genealogia di Gesù, ma parte da questi e va indietro). Leggendo con attenzione si nota che nella genealogia secondo Matteo vengono riportati dei nomi di donne, ma si dice sempre che chi nasce è figlio di un uomo (per esempio: “ Salmon generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse, Iesse generò il re Davide […] Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Uria ” – traduzione CEI), ma arrivati alla fine troviamo che “ Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo ”: l’accento è posto su Maria che dà alla luce Gesù. La genealogia di Gesù è puntellata da donne, come si diceva. E si tratta di donne che sono lontane dallo stereotipo di santine sottomesse che una distorta visione della femminilità vuol far passare. La prima [Tamar] si vestì da prostituta per offrirsi all’uomo desiderato. La seconda [Racab] era prostituta di mestiere e tradì il suo popolo. La terza [Rut] s’infilò di notte sotto le coperte di un ricco vedovo e si fece sposare. La quarta [Betsabea] fu adultera, tradì il marito che venne fatto uccidere dal suo amante [il re Davide] L’ultima [Maria] restò incinta prima delle nozze e il figlio non era dello sposo [Giuseppe] È di queste donne – attraverso cui “passa la storia più ambiziosa del mondo, quella del monoteismo e del messia” – che parla Erri De Luca nel suo ultimo libro dal titolo Le sante dello scandalo , in libreria in questi giorni per i tipi de La Giuntina. De Luca, con il suo solito stile che scava nel significato delle parole (compito, questo, tanto affascinante per una lingua come l’ebraico che è profondo a prima vista ), presenta queste sante dello scandalo…

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