Le strambe storie della famiglia Testaingiù, di Pandini-Manea

Vi è mai capitato di lamentarvi con gli amici per il fatto di avere una famiglia strana? Ebbene, sarà difficile che, per quanto strana sia, possa eguagliare quella di Lulù e Pepe, visto che loro di giorno non escono mai e neanche sanno di che colore è la luce del sole. C’è da capirli, quindi, se vogliano avere un po’ di libertà dalla solita tenebrosa routine di mamma e papà, e così Lulù a volte pensa di prendersi un po’ di svago anche dopo l’alba, invece di starsene a dormire come al solito, a testa in giù. Perché poi fra l’altro a testa in giù il mondo lo vedi diverso, da quando ci inizi a volare in mezzo, si sa. E così scopri che il cielo non è ai tuoi piedi, e che il mondo a volte, nelle notti più fredde, diventa bianco quando il cielo scrolla il suo manto sulla terra. Scopri che ogni animale ha un modo di salutare il giorno che arriva, puntuale, ogni mattina (e se sei un pipistrello basta indossare un paio di occhiali da sole, d’altronde). E quando piove il mondo “in una goccia è davvero strano. A volte grande e tondo come la luna…altre volte stretto e lungo come un filo d’erba” mentre “le gocce cadendo fanno un rumore che sembra musica. Sussurrano le gocce, cantano, si rincorrono”. Invece quando torna la primavera ti può pure capitare di rincorrere, nell’erba, un fiore volante. O una lucetta con le ali che illumina tutta la tua grotta mentre

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