L’esecutore, di Lars Kepler

L’esecutore di Lars Kepler, appena uscito per Longanesi, dà un altro colpo di spugna a una Svezia che nell’immaginario collettivo, almeno in quello italiano, è sempre stata considerata come civilissima; un miraggio; immune da certe dinamiche. Ed è chiaro che, per molti versi, lo è per davvero. Tuttavia, il ritratto che viene fuori da questo thriller, non è affatto lusinghiero: stando ai dati, la Svezia è l’ottavo paese esportatore di armi. «Ogni giorno vengono prodotti trentanove milioni di proiettili per diversi tipi di armi. […] le spese militari nel mondo ammontano a 1226 miliardi di dollari all’anno. […] I nove maggiori paesi esportatori di armi convenzioinali nel mondo sono i seguenti: USA, Russia, Gran Bretagna, Germania, Francia, Paesi Bassi, Italia, Svezia e Cina». Ciò è quanto leggiamo nelle ultimissime pagine del libro e, come si vede, nemmeno noi siamo stinchi di santo. In ogni caso, classifiche a parte, è con questo mondo che l’ispettore Joona Linna, lo abbiamo già conosciuto nell’Ipnotista, dovrà scontrarsi. Penelope Fernandez, invece, è una pacifista e attivista. Dopo aver partecipato a un disastroso talk show televisivo, va in barca con il ragazzo, Björn. Viola, la sorella minore di Penelope, ha appena lasciato il ragazzo e così decide di unirsi ai due, ma decide anche di rimanere in barca …

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