Letture ad alta voce: Francis Scott Fitzgerald e l’Otello di Shakespeare

Un classico tira l’altro, come le ciliegie; ed ecco un breve passaggio della lettura che Francis Scott Fitzgerald ha fatto dell’Otello di Shakespeare nel 1940. L’autore de Il Grande Gatsby si cimenta con una delle tragedie più famose di tutti i tempi ed è difficile non fare il parallelo con le vicende del suo protagonista/eroe sullo sfondo della decadenza del mito americano nell’età del Jazz. Tormentato da alcolismo e depressione, negli ultimi anni della sua vita Fitzgerald si ritrovò a scrivere sceneggiature e a fare queste letture (anche su testi di Keats ed altri autori…) per ovviare ai problemi economici che lo affliggevano. In questo articolo su Open Culture la sua voce anche se sinuosa, viene descritta come affaticata: il riflesso di uno spossamento che ormai non l’abbandona, la metafora degli ideali che animavano i suoi tempi d’oro, poi inesorabilmente decaduti. In ogni modo, per gli appassionati di Shakespeare e della prosa, segnalo questa pagina su youtube, dove per esempio si trova la lettura ad alta voce dei Sonetti,

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