L’impossibile vita dei librai secondo Giulio Mozzi

Giulio Mozzi è un mio piccolo mito. L’ho anche incontrato, una volta, a casa di un’amica, e mi è sembrata una persona disponibile e molto poco spocchiosa. Quindi sono anche io fra gli appassionati lettori di Vibrisse, di cui vi segnalo un gustosissimo pezzo sulla figura del consulente editoriale, del critico, del libraio e del lettore. Ve lo segnalo – a voi, amati lettori Doc – perchè Mozzi compie il piccolo miracolo di farci capire con pochissime battute come ‘gira’ il mondo dell’editoria. Non vi svelo tutto (leggetelo dai!) ma riprendo solo un piccolo spunto, sul mestiere del libraio: Bella vita quella del libraio, che con un semplice (ed economico) programma per la gestione del magazzino può individuare al volo i libri che non girano, e rispedirli al mittente, conservando così in libreria solo ciò che effettivamente si vende. L’unica cosa da non fare è: avere un’opinione sul prodotto, ovvero leggere i libri, tenere in libreria libri che non vendono perché ritenuti belli, non tenere libri che vendono perché ritenuti brutti. Mi chiedo: ma allora non esistono più librai che hanno “un’opinione sul prodotto, leggono i libri, tengono in libreria libri che non vendono perché ritenuti belli, non tenere libri che vendono perché ritenuti brutti”? Ce ne sono ancora che seguono questo modo ‘anti-economico’ di gestire la propria attività? Se qualcuno di loro ci leggesse, che batta un colpo. Daremo spazio alla sua testimonianza. Foto | Flickr L’impossibile vita dei librai secondo Giulio Mozzi

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