L’isola di fuoco di Emilio Salgari, illustrato da Luca Caimmi

Emilio Salgari è una vera e propria icona della letteratura italiana, soprattutto per quella generazione che, nel dopoguerra, si è vista passare tra le mani tutti i suoi innumerevoli libri, le sue avventure di pirati, corsari e marinai, i suoi viaggi fantastici verso mondi sconosciuti persino a se stesso, ma resi con una tale passione e sanguigna fantasia da renderli non solo credibili, ma anche suadenti. Eppure, nel giro di una generazione la sua fortuna è sfumata, il suo potere di conquista sul cuore e sulle menti fantasticanti dei ragazzini italiani è tramontata: un po’ messo da parte dall’accumularsi di nuove storie, da Harry Potter alla carica dei vampiri emo, un po’ dal progresso tecnologico dell’intrattenimento, dalla Playstation alla Xbox, il destino del Capitano di Lungo Corso che sfidò i mari di tutto il mondo non muovendosi di un passo sembra segnato. Ma forse non tutto è perduto, e, come nei milgiori tra i suoi romanzi, quando il destino sembra avverso e il successo impossibile succede l’inaspettabile, qualcosa che cambia gli equilibri in gioco a favore dell’eroe. Nel caso di Salgari questa fortuna si è materializzata in una serie di omaggi, di riprese, di ricordi che, negli ultimi anni, stanno dando nuova vita alle sue opere. Quest’ultimo libro illustrato, pubblicato da pochi giorni da Orecchio Acerbo è uno di questi esempi, ma non è solo un omaggio. Questa riproposizione illustrata de L’isola di Fuoco – un racconto che Salgari scrisse ispirato dalla vicenda dell’isola Ferdinandea, comparsa e…

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