L’ultimo sogno, di Daniel Pearlman

I sogni costituiscono uno degli aspetti più intimi di ognuno di noi: che siano sogni belli o brutti, incubi o veri momenti rilassanti sognare è un qualcosa che riguarda noi e solo noi. Una realtà alla Inception , per capirci, può essere affascinante ma anche terribile perché priva le persone di quello che hanno di più intimo: sognare, appunto. E se un domani i sogni fossero controllati da qualcuno? O, meglio, se ci si affidasse a qualcuno per sognare? Come cambierebbero le nostre vite? È questo il futuro che immagina Daniel Pearlman nel suo romanzo breve L’ultimo sogno edito da 40k . Tramite una serie di connessioni che passano attraverso i cuscini (e previa sottoscrizione di un abbonamento) Yosif Iones, l’Incantastorie, trasmette i sogni ai propri clienti, riuscendo a intrecciare le trame proprio a partire dalle esigenze di ognuno. Ma, a un certo punto, qualcosa inizia ad andare storto e più che di sogni si tratta di incubi. A dire il vero secondo qualcuno è tutta una strategia dell’Incantastorie che mira a fare un exploit memorabile. Ma resta il fatto che, ogni notte, chi sogna tramite Yosif Iones vive incubi sempre più angoscianti. Fino a quando, con uno stratagemma, si riesce a capire cosa stia veramente accadendo. E sarà la fine, se non per tutti, di certo per i sogni di qualcuno. Pearlman mette in piedi un mondo in cui le libertà più assolute – come quella sessuale, per esempio, slegata completamente dall’affetto, perché quello è un’altra cosa e così, anche in seno alle famiglie, ci si organizza per fare sesso con X e Y in maniera più tranquilla possibile – cozzano con l’incapacità delle persone a lasciarsi andare. Ed è sintomatico che la libertà di essere se stessi viene dipinta come una donna vecchia, che vive seguendo le proprie passioni (cura una colonia felina) che le lasciano addosso un odore che per gli altri è disgusto. È proprio il mondo dell’odore uno degli aspetti più caratteristici di questo romanzo breve: come…

Vai avanti:
L’ultimo sogno, di Daniel Pearlman

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.