Micro, di M. Crichton e R. Preston

“Nel 1970 uno studio francese rilevò che la statura di alcuni impiegati in un’area a elevato campo magnetico si era abbassata di circa otto milimetri. Tuttavia…questo dato venne archiviato come “insignificante”. “Oggi sappiamo che non è così (…)” Cosa succede se tutto inizia con “tre tizi morti per ferite da taglio in una stanza blindata. Né movente né arma, né niente”, in un laboratorio di nanotecnologie a cui nessuno ha accesso? Succede che, non sapendo l’antefatto, ci vanno di mezzo anche due talentuosi giovani fratelli biologi a cui l’occasione di lavorare in un posto così, che ha appena ottenuto un finanziamento privato, per le proprie ricerche, di un miliardo di dollari, sembra un sogno. Peccato che il tutto si trasformi presto in un incubo che ha i contorni del giallo. Ho trovato molto piacevole la lettura dell’ultimo romanzo di Michael Crichton, Micro , che l’autore aveva lasciato in fase avanzata, prima di morire, nel 2008, ed è stato portato a termine da Richard Preston. Più che romanzo un vero e proprio thriller, che nel frattempo ci rende edotti del potenziale ancora inesplorato e dell’intelligenza stupefacente nascosta nella natura. Scopriamo ad esempio come le piante abbiano raffinati sistemi per comunicare con gli altri esemplari della propria specie per “avvertirli” di rendere più tossiche le proprie foglie, per difendersi da alcuni tipi di insetti. Semplice: “Gli animali possono scappare dai propri predatori, le piante no. Perciò si sono attrezzate con la guerra chimica”. Un potenziale da cui noi uomini possiamo solo “copiare” …

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Micro, di M. Crichton e R. Preston

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