Momento di taglio, di Mario Ventura

“ Il taglio , si spiega nella quarta di copertina, è uno stato di tensione in cui la forma di un materiale solido tende a cambiare e può subire deformazioni fino ad arrivare alla rottura “. L’elemento che accomuna le storie di Mario Ventura è proprio l’incrinatura, la falla che si apre nella quotidianità di personaggi, almeno in apparenza, normali. E quel momento, in cui tutto cambia, può essere l’inizio della fine, o solo di un nuovo corso delle cose. Lo stile di Ventura, autore di cui avevo già parlato , è evidente anche in queste nuove pagine. Il tempo e lo spazio diventano strutture malleabili ed è difficile collocare i racconti in una data e un luogo precisi: le figure raccontate si muovono in una sorta di piano parallelo, più simile alla dimensione delle fiabe che alla realtà. Un treno che, attraverso la montagna, arriva nel futuro, una riga sul muro che crea una voragine in un appartamento, il rifiuto di un patto con Mefistofele, uno strambo ménage familiare, trame che presentano la particolarità di deviare la linea retta su cui a volte sembra scorrere l’esistenza per condurla in luoghi nascosti e meno accessibili. Ventura apre spiragli di originalità in posti dove, di solito, non si pensa di trovarli: in fabbrica, in casa, su un treno, luoghi dove l’esistenza scivola via quasi senza accorgersene. La penna dell’autore, invece, interrompe il flusso ordinario per inserire elementi

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