"Moon Palace" di Paul Auster

Marco Stanley Fogg, il protagonista indiscusso di “Moon Palace”, firmato Paul Auster, è “un avventuriero dell’anima”, una specie di “cercatore d’oro moderno”, che incatena i suoi passi uno dietro l’altro per risolvere il mistero della sua famiglia. Un interrogativo potente che lo porterà ad attraversare il tempo e lo spazio sulle orme di quel padre che lo ha lasciato orfano. Secondo la migliore delle tradizioni classiche (o almeno in base ad una delle più diffuse), sarà proprio l’America, terra di scoperta e antico confine immaginifico della civiltà, ad ospitare le sue peregrinazioni. Quel paese che si dipana dall’atterraggio sulla Luna fino “agli albori del secolo”, dallo skyline di Manhattan agli sconfinati deserti dello Utah. Peripli incredibili che lo porteranno ad affrontare immani distanze di tempo e di spazio interrogandosi sui numerosi sensi della sua esistenza. Non a caso Marco Stanley ha come ultimo cognome Fogg, un riferimento al londinese Phileas che intraprendeva il famoso “Giro del mondo in ottanta giorni” nell’omonimo romanzo di Jules Verne, che sicuramente non sarà sfuggito agli amanti dei più grandi classici d’avventura. Mi ero buttato in un burrone, ma proprio mentre stavo per toccare il fondo avvenne un evento straordinario: appresi che c’era qualcuno che mi voleva bene. Essere amato fa una grandissima differenza. Un fatto che non attenua il terrore della caduta, ma che tuttavia conferisce una nuova prospettiva

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