Parigi, l’infanzia al Salon, tra Sepùlveda e Titeuf

Ore 15.20. Eccoci di nuovo qui, per aggiornarvi sull’evolvere del salone. Vi avevamo lasciato per raggiungere il seguitissimo appuntamento con Luis Sepùlveda , e non ce ne siamo pentiti. Tra vari aneddoti riguardanti la poetica de delicata “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” , ci siamo imbattuti nella trasposizione cinematografica a cura dell’italiano Enzo D’Alò, citato dallo stesso scrittore cileno, preoccupatissimo di ritrovare la su opera ridotta ad un “adattamento disneyano” . E’ proprio Sepùlveda infatti a raccontare in uno spagnolo ricco e fluente, intervallato da accenti quasi commossi, l’occasione dell’incontro con il regista italiano, avvenuto a Torino, e il procedere del lavoro, concentrato lungo due mesi che sono stati capaci di restituire un cartone animato gradevolissimo e fedele ai valori originali del libro. E dopo la favola ci siamo concessi una virata comics visitando la mostra dedicata ai vent’anni di Titeuf , eroe e monellaccio dal ciuffo biondo, che nonostante il doppio decennio continua a realizzare marachelle a ripetizione. Una fortunata creazione dello svizzero Philippe Chappuis, in arte Zep, che ha calamitato l’afflusso dei più giovani, accorsi a guardare sghignazzando sotto i baffi, un resoconto delle sue avventure, con tanto…

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