Petit dictionnaire des injures politiques

Si sa che la politica “non è un affare da gentildonne”, e che i commenti, non proprio simpatici, si sprecano. Spesso sono frasi che durano lo spazio breve di una polemica mediatica, in certi casi si tratta di insulti che rimangono incollati a chi li riceve come un cattivo presagio, in altri addirittura, rivoltando la situazione, fanno la fortuna di coloro che dovrebbero colpire (e a tratti umiliare). Quel che è certo che sono spesso delle pietre miliari destinate ad accendere quel dibattito parallelo all’attività politica, che si nutre della fertile eloquenza dei partecipanti. In Francia, “illuminata patria” del J’Accuse , gli insulti di questo genere sono considerati una specie di arte che si è meritata persino un dizionario: il Petit dictionnaire des injures politiques realizzato dallo scrittore e storico (nonché voce dell’antico e rispettato settimanale satirico Le Canard enchaîné ) Bruno Foligni , grazie alla collaborazione con un’ équipe di 19 esperti, e pubblicato dall’ Editeur . Una raccolta di “humor in elaborata salsa francese” che riporta una lunga serie di ingiurie, pronunciate dalla nascita della Repubblica fino ai giorni nostri. Ce n’è per tutti i gusti, dall’anticlericalismo all’offesa gratuita, passando per il razzismo, la…

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