Poetiche librerie d’oltreoceano tra armadi stipati di tomi e improbabili lampadari

La stagione fredda d’oltreoceano profuma di cappuccini schiumosi, di bagel e di colazioni più che sostanziose, ma anche di carta stampata. Quella dei libri più belli, scoperti un po’ per caso e presi con sé, in valigie sempre più pesanti di emozioni e ricordi. Tra lampadine pendenti e armadi pieni oltre ogni limite, abbiamo strappato un trittico che, montato a mo’ di seguito, introduce l’argomento di questo post un po’ grunge e molto (ma davvero molto) vagabondo. Perché spulciando le foto di un’amica sempre in viaggio, ci siamo ritrovati dinanzi ad alcune istantanee piuttosto libresche catturate durante uno spostamento che ha ancora la medesima dimensione trina: NYC + PHILADELPHIA + WASHINGTON . Viaggio di foglie e di scatti, raggranellati qua e la come souvenir da mercatino d’epoca e stretti in mano come quei tomi nei quali ci sarebbe tanto piaciuto mettere il naso anche noi, con la testa all’insù per non perdere neanche un’ombra dei giochi di luce proiettati sul soffitto da un lampadario d’altri tempi, che sembra uscito da una casa infestata e invece sta proprio lì, ad illuminare con una luce improbabile gli scaffali stipati di libri . Si ringrazia per la gentile collaborazione Michela Sasanelli , autrice delle suddette foto. Via | facebook.com Poetiche librerie d'oltreoceano tra armadi stipati di tomi e improbabili lampadari

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