Pur che l’alba nasca, colloquio con Papa Giovanni di L. Capovilla

“Nessuno e niente vi imbarazzava. Non assumevate mai alcuna posa, né quella del maestro, né quella del giudice (…) Avevate occhi scrutatori di contadino e di pescatore, che sa leggere i segni della natura (…) “Intrattenervi… con un capo di Stato o con un operaio… non cambiava nulla…; eravate sempre lo stesso padre ansioso di mettervi a contatto con i vostri simili.(…)” Così il segretario particolare di Roncalli, Loris Capovilla, in Pur che l’alba nasca, colloquio con Papa Giovanni , descrive come era “stare accanto” a Giovanni XXIII, quel papa venuto dalla terra, da una famiglia di gente “un po’ rude e taciturna”, come diceva lui, ma “tanto buoni cristiani”, da cui aveva ereditato i “segni caratteristici delle buone famiglie bergamasche; il volto aperto, il sorriso incoraggiante, la parola subito spontanea e cordiale, i gesti quasi istintivi”. “Aveva fatto venire di corsa un…

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“Nessuno e niente vi imbarazzava. Non assumevate mai alcuna posa, né quella del maestro, né quella del giudice (…) Avevate occhi scrutatori di contadino e di pescatore, che sa leggere i segni della natura (…) “Intrattenervi… con un capo di Stato o con un operaio… non cambiava nulla…; eravate sempre lo stesso padre ansioso di mettervi a contatto con i vostri simili.(…)” Così il segretario particolare di Roncalli, Loris Capovilla, in Pur che l’alba nasca, colloquio con Papa Giovanni , descrive come era “stare accanto” a Giovanni XXIII, quel papa venuto dalla terra, da una famiglia di gente “un po’ rude e taciturna”, come diceva lui, ma “tanto buoni cristiani”, da cui aveva ereditato i “segni caratteristici delle buone famiglie bergamasche; il volto aperto, il sorriso incoraggiante, la parola subito spontanea e cordiale, i gesti quasi istintivi”. “Aveva fatto venire di corsa un bel dì a Castel Gandolfo quelli …

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