Romancing Miss Brontë, di Juliet Gael

Tra la fine del secolo dei lumi e l’inizio dell’Ottocento, favorito dal contesto storico (il liberalismo anglosassone e una serie di leggi avanguardistiche al punto da far arrossire la nostra epoca), la forma romanzo – meglio, il romanzo inglese – subisce un’imprevista impennata di presenze femminili. Tanto per citarne qualcuna: Jane Austen, Mary Shelley, George Elliot, Anna Radcliffe e le sorelle Brontë; tutte autrici di capolavori assoluti che, ognuno a modo proprio, sottolineano l’impegno letterario che le allontana dall’unico modo che avevano di vedere la donna, ossia a sgobbare in cucina. Ebbene, Juliet Gael, con il suo Romancing Miss Brontë (TEA), ne fa un ritratto umanissimo e ricostruisce il mito delle tre sorelle Brontë calandole nella loro quotidianità, in modo da descrivere come se la passavano tre ragazze dotate di una intelligente fuori del comune – che avrebbero scritto capolavori come Cime tempestose, Agnes Grey e Jane Eyre – nell’Inghilterra della…

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