"Sarajevo Nigredo" di Federico Tinelli

Quando si arriva su una terra di guerra, l’ultima cosa che ci si aspetta di trovare è la gioia. Constatazione più che ovvia sicuramente, ma qual che è strano è che non ci si trova neanche un abisso di dolore, come si potrebbe credere. O almeno non solo quello. Il sentimento predominante è un misto di tristezza e abbandono che prelude (ma non sempre) allo sforzo di ricostruzione. Un po’ come quell’abbandono al riposo che precede una spinta energica. Federico Tinelli la conosce bene questa sensazione, perché ce l’hanno impressa nelle rughe della fronte e nelle numerose pieghe delle mani

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"Sarajevo Nigredo" di Federico Tinelli

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