Su Munch, sul bacio, sulla lettura e sul desiderio

“Le baiser peut-être” di Belinda Cannone , apparso presso Alma éditeur il 15 settembre 2011, è l’ incontournable di oggi. Un’apologia del bacio e del desiderio che si concretizza in una riflessione filosofica sul bacio, simbolo di avvicinamento e di riconoscimento dell’alterità per eccellenza. Un segno “assolutamente simmetrico” che accade intorno al viso e coinvolge entrambe le persone che si scambiano vicendevolmente un gesto tanto intimo, ma soprattutto una metafora stessa della scrittura, come la intende Belinda Cannone. Una “parola scritta” che si fa essenzialmente tramite e cammino verso l’altro. Ma anche una “volontà di com-prensione” che può esulare il semplice scambio affettivo, per farsi veicolo di sottrazione. Ecco perché ed ecco anche come, una tale tensione, che passa per lo “svisceramento di una lunga serie di ricordi”, può giungere ad un tale scopo comunitario e egoista allo stesso tempo. Un “tentativo di annessione”, non sempre pacifica che passa per un versamento di sangue che non può non evocare un certo conte dalle ali di pipistrello, come quello descritto a pagina 119 del capitolo …

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