"Sud" di Andrea Paolo Massara

C’è l’assurdo sentire che il Sud sia una specie di malattia, di morbo ostile che consuma le coscienze e brucia l’iniziativa. Come una specie di “influenza” destinata non a allettare chi dovesse malauguratamente esserne colpito, ma piuttosto ad assopirne le capacità attive. Forse è proprio così, ma sarebbe un errore credere che gli abitanti del Sud siano degli sfaccendati, al contrario. Il loro tempo si consuma in un lavoro febbrile, che non riesce però ad opporsi a quel sottile ed innato fatalismo, che sembra sommergere qualsiasi tentativo di cambiamento. Il libro di Massara inizia proprio da qui, da dove comincia il Meridione, “moderna signoria”, con la sua storia di riscatto mancato, di sofferenza e di oppressione. Una terra che lotta quotidianamente contro le oggettive e pressanti difficoltà derivanti dalla mancanza di organizzazione e esprime, costantemente, un coraggio incredibile. Perché, se esiste davvero, un “pensiero propriamente del Sud Italia”, appartenente solo a quest’angolo di mondo, bisogna ammettere che non smette di fare i conti con la catastrofe imminente. […] Papà lavorava in nero, come un servo. I “signori” lo pagavano solo ogni tanto, la nonna aveva paura dell’anno 2000 e Luciano e Vittoria

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