Thriller per l’estate. Il gioco degli occhi, di Sebastian Fitzek

Ha tutti gli ingredienti per diventare un best seller da leggere sotto l’ombrellone questo Il gioco degli occhi , psychothriller tedesco di Sebastian Fitzek pubblicato per i tipi Elliot, casa editrice di cui ho sempre apprezzato l’attenzione alla narrativa di qualità e ai buoni esordienti (e di cui continuo a consigliare lo splendido Mia madre è un fiume ). Il gioco degli occhi del titolo non si riferisce al movimento d’intesa dello sguardo, ma purtroppo proprio alla malsana abitudine di un oscuro serial killer di collezionare gli occhi delle proprie vittime. Omicidi di tipo “familiare”, se così si può definirli, visto che l’assassino uccide la madre e ne nasconde il figlioletto, che il padre ha 48 ore per ritrovare, pena l’omicidio dello stesso. Omicidio particolarmente orribile, visto che il bimbo viene ritrovato senza un occhietto. La caccia all’assassino, quando mancano 44 ore di tempo allo scadere dell’ultimatum, tocca al giornalista Alex Zorbach. Giornalista di nera dopo essere stato espulso dalla polizia, in cui lavorava come negoziatore, per aver ucciso a freddo una squilibrata che minacciava di buttare da un ponte un bambino. Da quel momento Zorbach non è stato più lo stesso. Si è separato dalla moglie new hippie Nicci, e non riesce più a comunicare con il figlioletto Jonas. Finchè proprio la vicenda del “collezionista” lo spinge a fare i conti con se stesso. Alex ha sempre scritto i resoconti più dettagliati ed esclusivi del collezionista, e il fatto è stato attribuito al suo fiuto da ex poliziotto. Ma che succede se un giorno riesce a trovarsi sul luogo del ritrovamento dell’ennesima vittima – la madre del bimbo rapito – dopo aver …

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