Twitter distoglie i ragazzi dalla lettura: sarà vero?

La sentenza è attribuita dal Telegraph Dame Stella Rimington, della giuria del Man Booker Prize, secondo la quale il tempo passato su Twitter (e ovviamente su Facebook et similia) ha come risultato una perdita dell’amore per la lettura e per la narrativa. Sarà vero? Secondo Rimington “i ragazzi stanno perdendo il piacere dei libri, perchè le comunicazioni elettroniche dominano le loro vite”. Ovvero, i ragazzi hanno più piacere a chattare, inserire status e commentare foto e frasi degli altri piuttosto che “isolarsi” a leggere un libro di narrativa. Non credo negli aut aut , né nelle idee di mezzi di comunicazioni che ne uccidono altri (la radio è viva e vegeta, nonostante le predizioni di sventura) per cui non sono neanche d’accordo con questo tipo di opinioni “assolute”. E’ vero di certo che si ha “meno tempo” per leggere, perchè si ha la possibilità di rimanere connessi al mondo, in contatto con gli altri, anche nei tempi “morti” in cui prima si stava da soli (prima di dormire, ad esempio) e che prima i ragazzi potevano dedicare alla lettura. Ma non c’era già la tv a “rosicchiare” il loro tempo? Ad essa, dirà qualcuno, ora si aggiunge il tempo “rosicchiato” dai social network. Eppure io non credo siano causa di una …

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