Una delle più belle immagini del Piccolo Principe in versione Braille

Ci sono immagini che vanno ben al di là delle parole, ed ecco che, la trasposizione in braille di uno degli elementi fondamentali de “Il Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupéry , diventa una specie di icona e soprattutto il nucleo fondamentale di una piccola riflessione sull’indicibile. Dopo aver fatto recentemente rotta sui 50 franchi dedicati allo scrittore , bisogna ammettere che la scena, necessitava di un surplus d’immaginazione per essere pienamente compresa, di un’accezione aggiuntiva insomma, di quel piccolo “non so che” capace di far decollare il lettore verso il pianeta della sua storia. Ed ecco che in questo caso, quando la vista lascia lo spazio al tatto, i due sensi per una volta si riuniscono nello stesso cammino, e la traccia in rilievo segue quella del disegno, ritrovando forse il miglior modo per esprimere il concetto originale. Un tema semplice, che da allo scrittore l’incipit del suo fortunato racconto, ma anche l’occasione di illustrare la prima differenza di punti di vista tra la poetica infanzia e la ben più prosaica età adulta. Perché l’immagine del profilo del boa, ingrassato dalla sagoma dell’elefante che ha divorato, resta ancora oggi una delle più conosciute ed amate dell’intera opera e viene così descritta nel libro: I grandi non capiscono mai niente da soli e i bambini si stancano a spiegargli tutto ogni volta…Ho conosciuto molte persone importanti nella mia vita, ho vissuto a lungo in mezzo ai grandi. Li ho conosciuti intimamente, li ho osservati proprio da vicino. Ma l’opinione che…

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