Una poesia di Siro Angeli per dicembre

Quando fa freddo a dicembre, come quest’anno, sembra quasi che faccia più male uno sporadico raggio di sole che non il rigore del tempo. Forse perché la luce, in questi che sono i giorni più corti dell’anno, diventa un po’ la metafora di qualcos’altro: un frugare delle ombre che ci portiamo dentro e una conferma che la vita continua, nonostante tutto. Se l’estate sembra lontana, sappiamo, comunque, che ci sarà. È quanto scrive Siro Angeli (1913–1991), drammaturgo e sceneggiatore, nella poesia Dicembre nella stanza… tratta dalla raccolta L’ultima libertà (Mondadori, 1962). E con questa poesia vi auguriamo una buona domenica , fredda certo, ma piena di vita. Dicembre nella stanza… Dicembre nella stanza vuota mi inoltra. Duole agli occhi quel riflesso di sole che si insinua dalle persiane. Sole sul bianco soffitto due mosche immote stanno. Ma la vita continua dicono. Il raggio fruga inquieto l’ombra, sfiora il letto intatto. Dentro lo specchio c’è una fuga di oggetti che ti ignorano. Rigermina, all’inganno del raggio, una precaria estate. Ed ebbre, adesso, le mosche in una danza d’amore e morte vanno. La vita è così varia. D’oro per un momento palpitano nell’aria; poi giù sul pavimento scendono a capofitto come la mia speranza. Foto | Getty Una poesia di Siro Angeli per dicembre

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