Uno stralcio d’amore da Kafka a Milena

Kafka vide Milena poche volte, eppure quegli attimi rubati diedero vita a magnifici torrenti d’inchiostro, racchiusi nelle “Lettere a Milena” . Frasi che si susseguivano oltre il dolore della distanza, oltre l’incomprensione della comunicazione mediata dalla parola, tirannica anche nelle dita di due “plasmatori di mestiere” come i protagonisti della vicenda amorosa, quasi completamente privati della sensuale gioia del contatto. Un rapporto sublimato e straziato a forza di sottili stilettate, arricchito e smunto come solo le grandi relazioni epistolari hanno possono essere. Lei era Milena Jesenska-Polak , scrittrice, traduttrice e giornalista boema di talento, sposa infelice e tradita di Ernst Pollak; lui il creatore dall’immaginazione formidabile, autore delle Metamorfosi, Il Castello, Il processo… ossessionato dall’impurità della condivisione carnale e sempre più ripiegato su se stesso, per sottrarsi al mondo e alle sue ingiustizie. Domenica saremo insieme, cinque, sei ore, troppo poche per parlare, abbastanza per tacere, per tenerci per mano, per guardarci negli occhi. Franz Kafka; Praga 8-9 VIII .2o Domenica sera. Via | lafrusta

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