What if… La storia ucronica dell’editoria italiana di Luigi Mascheroni

Cosa sarebbe ora della Castelvecchi se il fondatore, Alberto, avesse fondato la casa editrice “dopo una conversione religiosa originata da una lunga e tormentata frequentazione con il reverendo William Cooper”? Come è arrivata la grande casa editrice comunista Longanesi a pubblicare autori di nicchia come Wilbur Smith e Clive Cussler? Perché gli eredi di Arnoldo Mondadori, dopo pesanti perdite causate dal flop degli Oscar, si sono lanciati nel mercato televisivo acquistando la Fininvest ormai in crisi? E come hanno fatto a fare fortuna? E ancora, lo sapevate che Luciano Bianciardi, entrato nelle fila del terrorismo anarchico, morì nella sua camera di via Solferino mente preparava una bomba destinata a far saltare il “Torracchione” di Milano? E che Marco Cassini e Daniele di Gennaro sono finiti in Mondadori per un fax sbagliato? Scommetto che tutte queste cose vi suonano nuove. Bene, perché a tutte queste risposte e a molte altre, potrete trovare una risposta nel brillante pezzo di Luigi Mascheroni pubblicato oggi da Satisfiction e intitolato, per l’appunto, Storia ucronica dell’editoria italiana. Scoprirete che il vecchio adagio che dice che «la Storia non si fa con i se o con i ma» è completamente sbagliato e che, anzi, fatta così la storia è molto più divertente. Via | Satisfiction What if… La storia ucronica dell’editoria italiana di Luigi Mascheroni

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