Wool, di Hugh Howey. Dal self-publishing a Ridley Scott

Wool , di Hugh Howey , è il primo volume di una trilogia distopica e post-apocalittica americana, Silo . La serie deve inizialmente la sua notorietà all’autopubblicazione digitale sul Kindle Store di Amazon: dopo un primo racconto, divenuto un successo nell’autunno del 2011, su insistente richiesta dei lettori, Howey decide di aggiungerne altri, che poi compatterà in volumi ( Wool Omnibus e Shift Omnibus ). La – francamente sorprendente – quantità e bontà dei giudizi, però, richiamano l’attenzione dei media. In breve tempo e a suon di zeri, la serie – apprezzata anche da colleghi scrittori e lettori “veterani” della fantascienza – viene acquistata dalla grande editoria (da Simon & Schuster e Random House, per esempio), cominciando, così, il suo viaggio nel mondo . Attualmente i diritti di traduzione sono stati venduti in una ventina di paesi (mentre quelli digitali Howey è sorprendentemente riuscito a tenerli per sè…); i diritti cinematografici sono stati acquisiti dalla 20th Century Fox, con un Ridley Scott interessato a farne un film. La Silo Trilogy racconta di un futuro post-apocalittico in cui la Terra è divenuta tossica e inabitabile. Ciò che resta dell’umanità è costretta a vivere, da generazioni, in città sotterranee contenute in giganteschi silos profondi 100 piani. La società dei silos è di tipo distopico, soffocata da regole rigide e oppressive, che punisce ogni trasgressione e invia i colpevoli alla pulizia , a pulire, cioè, le lenti delle telecamere esterne, compito dal quale mai nessuno torna indietro… Gli eventi si mettono …

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