La trilogia di Asimov

La trilogia di Asimov:

Cronache della Galassia, il Crollo della Galassia Centrale, l’altra faccia della Spirale.

Ecco un altro esempio di applicazione di numero tre rimasto famoso.
La prima volta che ho letto la trilogia è stato vent’anni fa.
L’ho riletta con piacere in questi giorni.
Ci sono tutti gli elementi della science fiction: viaggi interstellari, battaglie, salti nell’iperspazio, i soli, i buchi neri.

Ma, secondo me, gli elementi caratterizzanti sono il riferimento storico all’Impero Romano (la decadenza) e la logica: sono questi gli elementi che permeano il racconto.

La storia:

L’Impero Galattico, dopo 10.000 anni di splendore, sta per morire; rinascerà però dalle sue ceneri grazie all’intelligenza e alla lungimiranza della teoria di Hari Seldon. Senza gli studi sulla psicostoriografia ci sarebbe stato un periodo di decadenza di 30.000 anni dopo la caduta dell’Impero: il riferimento all’Impero Romano è del tutto trasparente.

Ma il fascino della lettura deriva soprattutto dall’ottimismo del pensiero e della logica che ispira il racconto e che ritroviamo inalterato in ognuno dei tre libri. E’ la forza del pensiero che rende tutto possibile e che ispira le azioni dei protagonisti: la prima e la seconda Fondazione.

E’ il pensiero che da forza al progetto Seldon e che permette al lettore di provare il piacere della lettura.

Alberto Coretti

Io sono leggenda di Matheson

Poco tempo fa Asterione, mio compare vagabondo col quale intrattengo una fitta rete di scambi di libri, mi passa questo
“Io sono leggenda” di R. Matheson, autore celebre per aver ispirato alcune delle più belle puntate del telefilm “Ai confini della realtà”.

Il libro rientra prepotentemente nel filone “Vampiri”, affrontando però l’argomento da un punto di vista curiosamente
scientifico ed investigativo sulla natura di questi esseri mostruosi. A questa continua indagine si oppone il resto della struttura narrativa che paradossalmente è folle, irreale: è il 1976, Robert Nelville è l’ultimo uomo sulla terra, l’ultimo umano sopravvissuto in un mondo completamente popolato dai vampiri !!!

“Che effetto può avere la croce su di un vampiro mussulmano?” si chiede Nelville…
Gran libro, finale da leggenda.

io sono leggenda
Io sono leggenda, Richard Matheson, 1954.

Montag

Villeggiatura

Sembra impossibile, c’è chi si lagna

della solitaria e noiosa campagna.

Qualcuno c’è che l’ama assai

e lì dimentica tutti i suoi guai.

C’è poi chi molto di più, aspira

del mare blu star sulla riva.

C’è anche chi, sulla montagna,

vuol respirar tant’aria sana.

Infine chi ama il lago beato,

per stare in pace, spaparanzato.

Quante parole, pure bisticci,

piccoli e grandi fanno capricci.

Un tale dice: “il caldo e’ orribile!

Non c’e’ di peggio, io parto subito

vado a Viareggio!”

Invece poi, ma che disdetta!

Sul terrazzin la tinta aspetta.

Villeggiatura, che vuoi tu dar,

belle illusioni… e di riposar.

La cosa più vera che tu sai fare

è il portafogli per ben svuotare.

C’è chi ritorna assai soddisfatto,

anche se da casa son spariti

sia il cane che il gatto.

Tutti loro si son divertiti, ma dite:

quelle bestiole, come son finite?

Antonietta Barboni

Un flash nel secolo millenovecento

Dalla metà del secolo passato fino a qui

quanto è cambiata nel tempo la famiglia d’oggidì.

Oggi si vede sempre più ristretta e c’è un perchè…

col padre e la madre quasi sempre c’è un unico bebè.

Via via sempre più staccate le famiglie numerose ed allargate

cambiato il vivere, la moda, or son parecchio organizzate.

Scienza e tecnologia fan passi da gigante

e poi con l’euro che confusione, per tanta gente.

Tutto automatico, sempre più veloce e computerizzato

volan le dita sui tasti e ciò che vuoi si è già avverato.

Ma la famiglia è poi cambiata in meglio?

O sembra ancor più stanca se pur con un sol figlio?

Sbiaditi ricordi le grandi famiglie patriarcali

ricche di valori, solide, legate ed esemplari.

Manca certo qualcosa del tempo che fu e si sente

mentre si corre sempre più distratti tra la gente.

Scarsa regna la modestia e la tolleranza

calati i buoni sentimenti, c’è sempre meno la sostanza.

L’unione della coppia oggi è assai volubile

e la promessa sacra è cosa tanto insicura e fragile.

Si sorride oggi un pò ironici a quel tempo che fu

quando i figli ai genitori non osavan dar del tu.

Rispetto grande, l’ascolto attento per chi aveva più vissuto

prezioso tesoro si faceva di quanto s’era imparato.

Casa grande d’allora, se pur ci si stava stretti

i cari nonni, genitori, sposi e bimbi benedetti.

Attorno al lungo tavolo tutti uniti quando a sera

davanti al piatto fumante di minestra, perchè tanto in più non c’era.

Eran sempre troppo pochi i soldi confronto la fatica

ma quanta forza e conforto in quella famiglia unita!

A dir com’è a guastar l’oggi è il troppo volere sempre di più

ma quel calore vero di famiglia grande e unita non c’è più.

Antonietta Barboni