Just Kids, Patti Smith si racconta

Se volete un assaggio della vera New York underground anni ‘70, procuratevi Just Kids (Feltrinelli), self portrait di Patti Smith in cui si narrano le vicende e il forte legame umano e artistico con Robert Mapplethorpe. Si tratta di un’autobiografia toccante e piena di spunti riguardo al sottofondo intellettuale e creativo che in quegli anni fermentava nel cuore grande mela. Si apprendono dettagli inconsueti della vita di questi due personaggi, Patti e Robert, che da subito si riconoscono esseri affini e prendendosi per mano, affrontano un duro cammino disseminato di sacrifici, alla ricerca dell’arte pura e dell’amore per la conoscenza a tutti i costi. Lo strano mix di case fatiscenti e locali alla moda fa da sfondo alle notti in bianco passate a leggere poeti illustri come Genet o Rimbaud, o a disegnare, dipingere, incidere con i pochi materiali a disposizione. L’attenzione quasi maniacale per i dettagli dell’abbigliamento, per gli accessori e gli abbinamenti, di assoluta rilevanza in una ricerca estetica tout-court, si affianca alla presenza costante di una sorta

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Just Kids, Patti Smith si racconta

Quali sono i vostri ‘Guru’ della lettura?

Per qualcuno (e io ne conosco) si tratta della mamma, anche dopo i ventanni. Per altri è l’amico/a noiosa con cui riesci a passare solo qualche pomeriggio al mese. Ti segni mentalmente i titoli, e via. Per altri invece è il libraio di sempre, quello che ti ha visto crescere, e passare da Roal Dahl a Cormac McCarthy. Si tratta del ‘Guru’ della lettura. Ovvero: qual è la persona di fiducia che vi consiglia sempre, infallibilmente, dei bei libri? Mi è venuto in mente leggendo il bel La libreria del buon romanzo (ne riparleremo, è pieno di spunti), in cui i protagonisti hanno bisogno di 300 ‘grandi lettori’ che consiglino loro i libri più belli di sempre. Compreranno quei titoli, a scatola chiusa, perchè si fidano delle loro opinioni. Molti, già lo so, risponderanno che i loro ‘guru’ li trovano non nella realtà ma on line, o magari nelle ‘firme’ di qualche giornale. In questo caso, condividete link e indirizzi web nello spazio di commenti qui sotto. Nb: l’immagine del libro in copertina

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Quali sono i vostri ‘Guru’ della lettura?

Il vino degli altri di Andrea Scanzi

Ci ho pensato prima di scegliere su quale blog segnalare questo libro: Gusto o Books? Ho scelto alla fine Books perché anche se l’argomento centrale è il vino, l’ultima fatica di Andrea Scanzi è sicuramente un bel saggio narrativo da poter leggere anche sotto l’ombrellone, al posto di un classico romanzo. Dopo il riuscitissimo “Elogio dell’invecchiamento”, il giovane e poliedrico giornalista classe 74 Andrea Scanzi, torna sempre per Mondadori con “Il vino degli altri”, un trattato ironico sul mondo dell’enologia internazionale. Tra le pagine si viaggia dalla Francia alla Toscana, dal Veneto all’Argentina, passando per Ungheria e Abruzzo, lungo una carrellata di vini e storie che vengono raccontate ed analizzate dal giornalista de La Stampa. Ma non fatevi spaventare dall’argomento! La narrazione non è banale né pesante, e nonostante le 327 pagine, quello che sfogliamo è un manuale ricco di simpatia

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Il vino degli altri di Andrea Scanzi

– "Un poco vero e un poco finto: l’importanza della creatività" di Giovanna Simonetti

Nella rubrica d’autore “Riflessioni Pedagogiche” di Giovanna Simonetti: “Un poco vero e un poco finto: l’importanza della creatività”.

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– "Un poco vero e un poco finto: l’importanza della creatività" di Giovanna Simonetti