Antropologia dell’acqua, di Anne Carson

La metafora dell’acqua rappresenta una delle espressioni plastiche più coinvolgenti che l’esperienza umana conosca. Singolarmente l’essere umano è catturato dall’idea della durata, mentre lo scorrere delle cose è catalogato come segno dell’invisibile fine. Tuttavia, non in tutte le acque si può annegare, come sostiene Anne Carson in Antropologia dell’acqua . Riflessioni sulla natura liquida del linguaggio , curato da Antonella Anedda , Elisa Biagini ed Emmanuela Tandello per Donzelli . Immergersi in questo flusso del divenire e del perfettibile svela la natura stessa dell’esistenza. L’acqua non è una cosa che puoi trattenere. Come gli uomini. Ho provato. Padre, fratello, amante, amici veri, fantasmi affamati e Dio, uno per

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Antropologia dell’acqua, di Anne Carson

Roberto Saviano non rinnega Gomorra, ma non lo ama

Roberto Saviano parla del suo Gomorra in un’ intervista a Vanity Fair : dice di non rinnegarlo, che lo riscriverebbe, ma che non è un libro che ama dal momento che gli ha tolto tutto: È un libro che non rinnego, lo riscriverei, ma sarei falso se le dicessi che lo amo. Perché mi ha tolto tutto: io volevo solo diventare uno scrittore. A centomila copie ero felicissimo, mi pubblicano importanti case editrici straniere e mia madre dice che in quei giorni sembrava che volassi, io non mi ricordo niente. Chiamo mio fratello e gli dico: “Ho i soldi dell’anticipo, compriamoci la moto”. La sognavamo da tanto tempo una moto. Poi arrivano la scorta, le minacce. Io volevo essere quello di prima. Mi è scoppiato tutto in mano. Mio fratello non posso più incontrarlo in mezzo alla gente perché nessuno sappia che faccia ha. Nell’intervista dice anche che rimarrà in Mondadori ed Einaudi “fino a quando le condizioni di libertà saranno garantite fino in fondo”, ma, secondo lui, Marina Berlusconi non ha mai

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I pensieri oziosi di un ozioso, di Jerome K. Jerome

Un libro con questo titolo sembra adattarsi perfettamente allo stile vacanziero di questi giorni; eppure, sebbene potrebbe all’apparenza evocare disimpegno e relax, riserva delle sorprese. E ciò fa piacere a chi, come me, pensa che l’estate non debba per forza essere il momento in cui si stacca completamente il cervello. Tutto, dalla televisione al cinema, passando per l’editoria, suggerisce frivolezza e superficialità ad ogni costo. Come se pensieri un po’ più profondi potessero rovinare il divertimento. Jerome K. Jerome , il geniale autore di Tre uomini in barca e Tre uomini a zonzo , partendo dall’elogio di una certa forma di pigrizia (” E’ impossibile godere della pigrizia fino in fondo se non si ha parecchio lavoro da compiere “) lascia scorrere la penna sui più svariati e universali temi (l’innamoramento, il tempo, la timidezza, la povertà, la memoria…) con l’ironia e la lucidità che lo contraddistinguono. Ed è sorprendente accorgersi di quanto le sue riflessioni, nate più di un secolo fa, siano attuali. Segno che fosse una grande conoscitore della natura umana, o che, forse, evolversi in alcuni campi sia per l’uomo impossibile. I pensieri oziosi di un ozioso Jerome K. Jerome Piano B edizioni € 11 pp. 141 I pensieri oziosi di un ozioso, di Jerome K. Jerome

Un colpo di vento, di Ferdinand von Schirach

Non è un giallo, non è un thriller, né un horror, allora cos’è Un colpo di vento , il libro d’esordio di Ferdinand von Schirach, uno dei libri più venduti in Germania, appena uscito in Italia per Longanesi? A voler liquidare la cosa con un paio di aggettivi, diremmo semplicemente che si tratta di un libro bello e intrigante. Ma la verità è che è unico nel suo genere, dato che non è propriamente classificabile in un unico genere. Eppure è capace di contenerli tutti. All’apparenza, il protagonista e voce narrante è un avvocato berlinese che racconta una serie di episodi legati naturalmente al suo mestiere. E, nella gran parte dei casi, gli capita di assistere persone fuori del comune, che commettono cose davvero strane. “Strane”, però, è un aggettivo che ‒ è il caso di dirlo ‒ non rende giustizia: dovremmo dire atroci, pazzesche, e magari aggiungere parole come efferatezza, sanguinario eccetera, insomma tutto quel bagaglio di parole che si utilizza quando si ha a che fare con omicidi, aggressioni, vessazioni. Ecco, dico “dovremmo” perché la…

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