Category Archives: Wine & Food

Viaggiare…è anche una questione di cibo

Viaggiare significa prima di tutto fare nuove esperienze e venire a contatto con gli usi ed i costumi della località visitata.
Ed in questi usi e costumi si deve necessariamente annoverare anche il cibo.

Piatti locali, cibi, specialità... perchè il viaggiare è anche una questione di gusti nuovi.

Certo non è sempre facile il paragone con la propria cucina, ma davvero non ci si può sottrarre all’esperienza culinaria.

Viaggiare: anche una questione di cibo

Come abbiamo detto un viaggio non può definirsi completo se non lo si assapora fino in fondo. E quando diciamo “assapora” intendiamo il fatto che anche il gusto ed il cibo vogliono la loro parte.
Assaporare, provare nuovi piatti é il suggerimento! 

Naturalmente ci possono essere delle eccezioni: diciamo che se formiche e cavallette vi causano nausea al solo pensiero, potete pensare a delle alternative. Per esempio frutta e verdura, oppure i dolci sono in genere meno distanti dai nostri gusti e più “facilmente gustabili”.

Un altro aspetto è quello di scegliere culture locali e biologiche.

L’agricoltura biologica

Si sente sempre con maggiore frequenza parlare di agricoltura biologica, anche se non tutti quanti sapremmo definirla.  Vediamo quindi cosa s’intende con il termine agricoltura biologica:

L’agricoltura biologica è un tipo di agricoltura che sfrutta la naturale fertilità del suolo favorendola con interventi limitati, vuole promuovere la biodiversità delle specie domestiche (sia vegetali, che animali), esclude l’utilizzo di prodotti di sintesi e degli organismi geneticamente modificati (OGM).

Grazie a degli approfonditi studi si è scoperto che un terreno coltivato secondo le norme dell’agricoltura biologica porta ad avere un suolo sano. Ed i benefici ci saranno non solo sul terreno, ma anche sulle colture stesse che saranno in grado di soddisfare un fabbisogno di persone maggiore rispetto alla coltivazione di altra natura.

Facciamo però attenzione: agricoltura biologica non vuol dire senza il completo utilizzo di tecnologia: gli strumenti da lavoro vengono di certo utilizzati per facilitare il compito.  Ne sono un esempio le livellatrici laser capaci di dare la giusta forma al terreno, oppure gli impianti di irrigazione professionali per fornire il giusto apporto d’acqua alle coltivazioni.

Una delle maggiori aziende italiane, leader nella produzione di macchinari per l’agricoltura è Novakche crea appunto livellatrici laser e gps.

Infine…

Dopo questa digressione, torniamo al nostro viaggio ed i cibi da provare. 

Perchè, anche se non sapremo mai se i macchinari utilizzati sui terreni da cui derivano i cibi che abbiamo nel piatto di fronte a noi sono quelli di Novak, per noi sarà importante per noi sarà aver viaggiato e aver davvero vissuto tutti gli aspetti di quella cultura, compreso il cibo.

I vini delle Canarie trionfano in Val d’Aosta!

Al XXIII Concorso Internazionale di Vini di Montagna celebrato in Italia a Sarre, in Valle d’Aosta, dove partecipavano 602 vini di nove paesi europei prodotti con uve coltivate in condizioni “difficili”, sono stati premiati ben 22 vini delle Canarie! La selezione è stata effettuata fra vini provenienti da luoghi dove i vigneti avevano difficoltà strutturali, trovandosi in terreni al di sopra dei 500 metri di quota o in piccole isole.

Fra i vini bianchi, hanno ottenuto la medaglia d’oro il Marba Blanco Barrica, delle Cantine Marba; il Malvasía Aromátiva Dry Testamento, della Società Cooperativa Cumbres de Abona; e HC Blanco de Uva Tinta, delle Cantine Balcón de La Laguna.

vini

Premiati anche i rossi, hanno meritato la medaglia d’oro Tableros Tinto Barrica, della Cantina Mencey Chasna; e Tinto Capote, delle Cantine Balcón de La Laguna.

Per i vini dolci, la medaglia d’oro è andata ai vini Ainoha Dulce, di Balcón de La Laguna; e Testamento Essencia, della Società Cooperativa Cumbres de Abona.

Menzioni speciali per le Cantine Balcón de La Laguna, Ainhoa Blanco Dulce e Vega Norte Rosado, prodotto dalle Cantine Noroeste de La Palma.

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Spiedo Bresciano: il re dei piatti tipici

Se c’è una cosa che rende particolarmente apprezzato e ricercato un piatto, un’attrazione o un qualsiasi altro piacere personale è il fatto che sia in un qualche modo proibito.

Se lo spiedo bresciano, in case private, può essere cucinato senza vincoli o restrizioni, non è la stessa cosa per chi vuole mangiare lo spiedo di Brescia in ristoranti, agriturismi o trattorie. Lo spiedo bresciano, infatti, è un piatto tipico venatorio a base di carne cucinato con animali da cortile (carne di coniglio, pollo, anatra, maiale) e carne di uccellini da cacciagione.

Proprio il componente più squisito, cioè gli uccellini ottenuti tramite la caccia, sono stati vietati per motivi sanitari (e qualcuno osa dire anche politici). Come si può notare anche da questo articolo del Corriere in tutte le battaglie di questo tipo, infatti, si vedono contrapporsi i tradizionalisti del centro destra ai progressisti del centro sinistra che stanno cercando sempre più di bandire quelle attività come la caccia in favore di una maggior “protezione” per la natura ma senza pensare ai danni economici che questo può portare in zone dove, la cacciagione, muove veramente una buona parte di economia locale.

Se è vero che uno spiedo bresciano cucinato con uccelli da allevamento non è il “vero spiedo”, è anche vero che rimane un piatto ricercatissimo dagli abitanti di tutte le province di Brescia, Bergamo, Cremona e del Mantovano anche se cucinato senza la presenza di uccellini.

Tutta questa “premura” di degustare lo spiedo bresciano presso ristoranti o agriturismi, e non di cucinarselo in casa, deriva dal fatto che cucinare uno spiedo è tutt’altro che facile e veloce. La ricetta originale dello spiedo bresciano, infatti, vuole che la sua cottura venga fatta a fuoco molto lento e sia molto lunga ed impegnativa: circa 5 ore.

Oltre a questo, va detto che anche la fase preliminare alla cottura, cioè la spiedatura durante la quale i pezzi di carne vengono infilzati sulla spada, è piuttosto impegnativa da fare, non è alla portata di tutti perché per svolgerla correttamente c’è bisogno di una certa esperienza, e soprattutto va fatta il giorno antecedente alla cottura in quanto la carne va lasciata riposare per una notte in modo che il sangue residuo contenuto al suo interno possa gocciolare ed “asciugarsi”.

Tutti questi fattori, fanno si che la maggior parte delle persone che non sono pratiche del settore preferiscano pagare 35 o 40€ per mangiare un buono spiedo bresciano nei ristoranti della provincia di Brescia, piuttosto che dover fare una fatica immane per cucinarlo nella propria casa e poi trovarsi a mangiare uno spiedo di Brescia che in realtà non gli assomiglia per nulla in quanto preparato senza le dovute attenzioni.

Lo spiedo bresciano a tavola viene accompagnato da un’abbondante portata di polenta bagnata con il burro fuso utilizzato durante la cottura dello spiedo. I vini ideali da degustare quando si mangia lo spiedo bresciano sono vini rossi, serviti a temperatura ambiente, e dal gusto corposo. Tra tutti quelli in commercio non si può che optare per il groppello ed in generale per tutti i vini della zona del Garda!

Per chi volesse avere un punto di riferimento online riguardo allo spiedo bresciano, la ricetta dello spiedo bresciano ed i ristoranti migliori di tutta la provincia in cui poterlo degustare, consigliamo questo sito che è nato e sviluppato proprio con l’intento di fornire informazioni complete a riguardo e, soprattutto, in modo che ci si attenga il più possibile alla ricetta più antica e tradizionale di questo fantastico piatto: Il Vero Spiedo Bresciano.