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Matteo Righetto torna in montagna con “L’anima della frontiera”

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Matteo Righetto torna in montagna con “L’anima della frontiera”

Leviathan. La Trilogia, di Scott Westerfeld. In volume unico

Leviathan. La Trilogia , di Scott Westerfeld , già autore della bella serie distopica Beauty , è il volume unico in cui sono stati raccolti i tre libri che compongono la nota e apprezzata serie steampunk-ucronica per ragazzi omonima, composta da Leviathan, Behemoth e Goliath . Il primo libro della trilogia era già arrivato in Italia nel 2010. Per ragioni che non conosciamo la pubblicazione non era proseguita, e oggi, a distanza di due anni, ecco comparire il volume unico. Siamo lieti di quest’uscita, anche se dispiace che chi, desideroso di completare la lettura e già in possesso del primo libro, si trovi, ora, in possesso di un costoso doppione. La serie si ambienta in una versione alternativa (ucronia) del 1914, durante una Prima Guerra Mondiale combattuta, come dettato dal genere steampunk, con una tecnologia anacronistica (e assai particolare) rispetto al periodo. Nel mondo di Leviathan le nazioni sono divise in cigolanti e darwiniste . Le cigolanti (Impero Austro-Ungarico, Germania, Impero Ottomano) utilizzano una tecnologia di tipo meccanico , le darwiniste (Gran Bretagna, Francia, Russia, Serbia, Italia) la bio-ingegneria . Se, ad esempio, in Austria si può trovare un vero e proprio mech da combattimento, a Londra i soldati possono essere trasportati da dirigibili costituiti da balene geneticamente modificate. La storia, lungo la quale osserveremo le varie invenzioni e seguiremo l’evolversi, sullo sfondo, degli eventi generali, ruota attorno alle vicende di due giovani protagonisti. Alek è il figlio dell’Arciduca Ferdinando, ucciso a Sarajevo con la moglie, e il segreto erede dell’Impero Austro-Ungarico, a…

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Pellegrino di cemento, di Flavio Stroppini

Si avvicina un bambino. Perché scatti fotografie? Chiede. Gli rispondo che in questa casa è nato un personaggio famoso. Un calciatore? Chiede. No! Un architetto! Rispondo. Costruisce le case, rispondo. Ah! Dice. Come quelli dell’impresa Forberes, che stanno rifacendo la casa dei vicini. Poi se ne va, annoiato. Cento anni fa l’architetto Le Corbusier intraprese il suo Voyage d’Orient: era il 1911 e il suo viaggio lo avrebbe condotto attraverso Germania, Boemia, Austria, Balcani, Romania, Bulgaria, Ungheria, per poi fermarsi al Monthe Athos. Visitò Instanbul, Praga, Budapest. Sui suoi passi si mette oggi Flavio Stroppini, affascinato dall’architettura ma non architetto, che firma questo Pellegrino di cemento a 100 anni dall’impresa, confrontando cronache e impressioni personali con quelle dell’architetto, scegliendo di viaggiare “Solo. Con mezzi pubblici. Restando a terra, toccando la terra. Ascoltando e guardando”. Si parte da Tubingen e la Foresta nera, che è un mare. Un mare solido nel quale è impossibile annegare. Però se la attraversi in un giorno di vento la vedi che si muove, onda dopo onda. Nel mezzo isole. Paesi aggrappati alle rocce, solitamente dominati da una chiesa, un castello o una cattedrale. C’è Stoccarda, dove le nuvole “regalano una breccia di cielo”, guardate a testa in su dopo un paio di birre con un amico, e Francoforte, che …

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