Edo Rossi, "Rock Fm: La radio, la vita": intervista all’autore

Nel 2008 chiudeva a Milano Rock FM . E’ stato un grande lutto nel cuore di molti rockers , e per certi versi la vicenda è un nervo ancora scoperto. Si pensa ancora, tra amanti del genere, come sarebbe se oggi RockFM, la compagna di tanti pomeriggi, mattine, serate, e notti, esistesse ancora . Dando vita anche a tutta una serie di domande parallele, in primis sul consumo – passatemi il termine orrendo – del rock oggi, come genere musicale. Edo Rossi , storica voce della radio, ha provato a spiegare, per chi non la conoscesse ancora, in un libro ( “Rock Fm: La radio, la vita” , Tsunami Edizioni) la storia dell’emittente, raccogliendo le testimonianze di chi è stato coinvolto, e raccontando in modo appassionato e commovente il giorno della chiusura. Quel 31 maggio , con la storica invasione di via Locatelli. Racconti che l’idea del libro ti ronzava in testa già da qualche tempo. Come hai vissuto l’intera stesura e, non temevi che ti avrebbe riaperto vecchie ferite? La primordiale idea di scrivere il libro è nata che la radio era ancora in vita. L’intento era quello di farle un monumento perché in molti abbiamo sempre pensato che fosse una realtà che meritasse più esposizione, che fosse appetibile per un pubblico maggiore rispetto a quello raggiunto dalle risicate frequenze che avevamo e, visto che molti non sapevano in toto o in parte di cosa si trattasse, speravo che il libro facesse venire a galla il bello di ROCK FM. Vecchie ferite? Beh in realtà certe volte non…

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