Il terremoto in Giappone e le biblioteche

Principalmente su Twitter e poi anche su altri social network bibliotecari e studenti giapponesi stanno postando foto delle biblioteche dissestate dopo il terremoto . Quelle che sono state raggiunte dallo tsunami sono andate perse completamente; quelle che hanno subito “solo” il terremoto necessitano di essere rimesse in ordine. Quando i libri saranno sistemati – com’è ovvio si procede per priorità – allora i libri (e le biblioteche) avranno da raccontare un’altra storia, oltre a quella che portano stampata sulle pagine. Quando vado in biblioteca non posso fare a meno di pensare alla storia dei libri ivi presenti: non tanto alla storia editoriale, ma al percorso che hanno fatto i libri per giungere in quello specifico scaffale di quella determinata biblioteca. Sui libri di alcune biblioteche, in terza di copertina c’è una scheda che segnala i nomi e le date del prestito: le leggo sempre e quasi mai conosco chi ha preso in prestito quel libro. Trovo, però, che sia qualcosa di tremendamente affascinante: quasi essere inseriti in una storia più grande e di cui si è, in qualche modo, tasselli. Risistemare i libri è un po’ come mettere a posto il mondo. Via | Il Post Il terremoto in Giappone e le biblioteche

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