L’attesa degli amanti nel nido d’amore, una poesia della Contessa Lara

Ricordate il sapore dei baci dati di nascosto per non farsi scoprire? O gli appuntamenti tra amanti dati in un posto speciale? Ogni coppia ha avuto il proprio luogo di incontro. Chi arriva prima, aspetta con ansia che l’altro (o l’altra) giunga. E allora ogni rumore desta l’attenzione. Per ingannare il tempo, magari, si guardano mille e mille volte i particolari del luogo, si immaginano storie, si fissa l’orizzonte. Evelina Cattermole Mancini (1849-1896), scrittrice e poetessa italiana che spesso firmava i suoi testi con lo pseudonimo Contessa Lara, parla proprio di questi nidi d’amore, e dell’attesa che quasi divora dall’interno. Purtroppo Contessa Lara in uno di questi “ritiri” ci lasciò la vita, assassinata da un amante. Mi sussurrò: “Domani?”. Ed io: “Domani m’avrai ne le tue braccia a l’istessa ora; fra i tuoi capelli passerò le mani, tu, sognando, dirai che m’ami ancora”. Ecco, son qui. Lo attendo. A i più lontani passi, a ogni lieve suon che vien da fuora tendo l’orecchio, e in desideri arcani frugo con gli occhi la gentil dimora. È un vago nido. Le finestre aperte di primavera invitano a l’incanto: scherza il sole tra i fiori e su ‘l velluto. Io l’armi antiche e i quadri, onde coperte son le mura, contemplo; e penso intanto qual tesoro di baci ho già perduto. Foxspain Fotografía via photopin cc L’attesa degli amanti nel nido d’amore, una poesia della Contessa Lara

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