Estate 2012: libri letti di notte e una poesia di Cesare Pavese

L’estate 2012 inizia nel modo più bello per noi che amiamo la lettura: grazie all’intraprendenza della libreria Piazza Repubblica di Cagliari e all’organizzazione della casa editrice Marcos y Marcos si terrà questa sera la notte bianca delle librerie con il nome di Letti di notte . Centinaia di librerie indipendenti sparse lungo lo Stivale trascorreranno questa notte all’insegna di eventi culturali di vario genere: presentazioni di libri, reading, concerti, mostre… Un’estate all’insegna della lettura! Il che fa ben sperare! Pensate di partecipare alle manifestazioni in qualche libreria? Ditecelo nei commenti, così potremo fare un collegamento ideale fra tutte le lettrici e i lettori di Booksblog. Nel frattempo diamo il benvenuto all’estate con una poesia di Cesare Pavese (1908-1950), tratta dalla raccolta Lavorare stanca (Einaudi, 1943) C’è un giardino chiaro, fra mura basse, di erba secca e di luce, che cuoce adagio la sua terra. È una luce che sa di mare. Tu respiri quell’erba. Tocchi i capelli e ne scuoti il ricordo. Ho veduto cadere molti frutti, dolci, su un’erba che so, con un tonfo. Così trasalisci tu pure al sussulto del sangue. Tu muovi il capo come intorno accadesse un prodigio d’aria e il prodigio sei tu. C’è un sapore uguale nei tuoi occhi e nel caldo ricordo. Ascolti. Le parole che ascolti ti toccano appena. Hai nel viso calmo un pensiero chiaro che ti finge alle spalle la luce del mare. Hai nel viso un silenzio che preme il cuore con un tonfo, e ne stilla una pena antica come il succo dei frutti caduti allora. Estate 2012: libri letti di notte e una poesia di Cesare Pavese

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