"Federico II il principe Sultano" di Benito Li Vigni

Che cosa c’entra un ex dirigente Eni con la storia dell’ Imperatore Federico II , non è un interrogativo lecito se l’uomo in questione è Benito Li Vigni, entrato nell’azienda petrolifera di stato con Mattei ( in qualità di suo assistente personale) e rimasto nel gruppo fino al 1996, ricoprendovi posizioni chiave, “probabilmente il maggiore esperto degli interessi petroliferi italiani nel Golfo Persico”, come afferma l’ intervista di Paolo Jormi Bianchi su Mediachip . Di sicuro una persona che le vicende storiche non solo le ha amate, ma interpretate direttamente dall’interno, con la complessità di chi le storie le scrive perché ne è stato il protagonista, o nel peggiore dei casi, un “osservatore più che diretto” (metaforicamente parlando). Anche se per il libro del quale parliamo, si tratta di avvenimenti che risalgono a più di nove secoli prima. Perché Federico II, oltre ad essere un vero e proprio “coacervo vivente” di titoli, (Re di Sicilia, Duca di Svevia, Re di Germania, Imperatore dei Romani e Re di Gerusalemme), rappresentò un “grande simbolo”, un politico monumentale nella sua epoca e una figura culturale con la quale fare i conti ancora oggi, nel bene e…

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