Bendandi, l’uomo che andava incontro ai terremoti, di Marco Palomba

Il 20 dicembre 1923 Raffaele Bendandi, falegname e astronomo autodidatta, “deposita presso il Notaio Domenico Savini di Faenza una busta che contiene la previsione di due terremoti; il 21 dicembre, cioè il giorno dopo, in America, e il 2 gennaio nella penisola Balcanica. I terremoti si verificano puntualmente”. Il giorno dopo, sul Corriere della sera esce una pezzo scritto dal giornalista Otello Cavara (fino ad allora scettico) che sancisce la nascita del mito del Bendandi. Titolo: Colui che prevede i terremoti. Il nome di Bendandi torna spesso in questi giorni, a corredo delle profezie di sciagura che, l’11 maggio prossimo, dovrebbe colpire secondo una diceria molto popolare sul web, anche Roma. Il nome ritorna perchè qualcuno sostiene che lui stesso lo avesse previsto, nelle sue carte (ma ciò non è verificabile, perchè la sua casa, dopo la sua morte, venne razziata da ignoti). Bendandi aveva infatti previsto puntualmente, per tutta la sua vita, tutti i terremoti che si verificarono. Vecchio e ridotto in povertà, si attaccò al telefono, pochi giorni prima del terribile terremoto che colpì il Friuli…

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