"Il libro delle streghe" di Joyce Lussu

Devo ammetterlo che sono in un periodo di grande “fascinazione streghesca”, sarà forse colpa di uno dei miei soliti “ritorni napoletani”, di alcune visite archeologiche in luoghi simbolo ed esposizioni ad hoc , o semplicemente della strana coincidenza portafortuna o sfortuna (che dir si voglia) di questo strano venerdì 13. Quel che è fuori di dubbio però è l’immensa produzione sull’argomento. Una massa di testi che si inerpica in territori sconosciuti e che, spesso, non esita a trasudare tonnellate di miscugli di “bestemmie, maledizioni e luoghi comuni”. Non è così per “Il libro delle streghe” di Joyce Lussu (scrittrice, partigiana di valore e indimenticabile traduttrice del poeta turco Nazim Hikmet ) che sembra piuttosto un’indagine, condotta con i metodi qualitativi e discreti di “un’esperienza sul campo”, una specie di articolato e avventuroso svolgersi umano che incontra personaggi in linea con l’antica sapienza, tramandata oralmente da generazioni di donne come Elisabetta, la protagonista dell’estratto che segue. […] Arrivando in Sardegna, dove s’imponeva il mio innesto su un tronco dalle radice non mie, cercai, come prima e necessaria

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